Non ho ancora letto questo libro, lo metto qui perché arriverà a casa mia nei prossimi giorni e volevo controllare il funzionamento dell’Affiliazione Amazon.

Prendiamoci il tempo per un tuffo nel passato: nella Londra della Grande Esposizione del 1851, Elizabeth Macneal fa muovere personaggi memorabili dal passato misterioso e impietoso. Tanto per cominciare, la protagonista, Iris Whittle, è una ragazza che non rispetta i canoni ottocenteschi: non sarebbe di certo brutta, se solo non fosse troppo alta e asimmetrica, per via della clavicola che si è rotta durante il parto; sarebbe una pittrice di talento, se solo potesse coltivarlo, anziché stare chiusa in una bottega a dipingere bambole di ceramica; potrebbe anche amare, se solo non restasse ancorata alla gemella Rose, in un rapporto di amore e odio. Rose, certo, lei sa cos’è l’amore, ha provato anche la passione carnale, prima che il vaiolo le deturpasse il volto e le togliesse l’uso di un occhio. Adesso le due restano schiave di una datrice di lavoro imperiosa, vivono lì al negozio e sembra che la loro esistenza solitaria e reclusa sia tutto ciò che ha in serbo il destino per loro.