È molto bello avere figli, quante volte l’avete sentito dire? Ecco, io ne ho due.

Jacopo, il piccolo, avrà 14 anni tra poco più di un mese e ormai comincia ad essere alto qui come me, che sono un metro e ottantasette.

Smilla ne ha compiuti 18 da poco più di due mesi. Si sa i diciottenni hanno amici più o meno diciottenni. E i diciotto anni sono un traguardo che va festeggiato. 24 compagni di classe, 24 feste di compleanno che devono ognuna avere la propria caratteristica peculiare. Ma una cosa è uguale per tutti: fare le ore piccolissime, l’una, le due… E chi deve riandare a riprendere i figli diciottenni a queste feste imperdibili. Chi se non il padre amorevole per il quale i figli sono la luce dei propri occhi? Quindi anche ieri sera andato a letto alle 2.

Alle 7:30 in piedi, ci sarebbero i cani da portare fuori e la domenica mattina è poi la mattina del lunghissimo. Stamani non è andata così. Stamani mi sono svegliato, ho provato ad alzarmi e sono caduto sul letto, la testa che girava come fossi stato su un ottovolante. Ho appettato un po’, mi sono alzato, ho camminato con le mani appoggiate al muro, mi sono seduto sul divano, il cervello che sembrava staccato dalla testa e si muoveva in ritardo rispetto alla scatola cranica, come in quelle foto sulle quali rimangono impresse le strisce degli oggetti in movimento.

C’è voluto un po’ a riprendere coscienza. Mi sono vestito per la corsa, messo un k-way per provare a rallentare la pioggia che stamani cadeva sulla strada e sono uscito per la mia corsa. Però non farò il lunghissimo, oggi farò un bigiornaliero. Me lo dice spesso la coach, se non hai tempo, dividi l’allenamento lunghissimo in due e corsi mattina e pomeriggio.

Questo è quello che vorrei fare oggi.

Prima un allenamento la mattina.

Questo è l’allenamento che ho fatto nel pomeriggio insieme all’amica Barbara, perché correre insieme è più bello 😅