Ho preso, già da diversi giorni, la decisione di non andare a correre la maratona di Milano, indipendentemente dalla decisione che prenderanno gli organizzatori che ad oggi, pervicacemente, continuano a non voler dire che la corsa non si farà.

Certo, è deludente dover rinunciare ad una corsa che hai preparato per tre mesi, correndo due volte 28, una volta 30 ed una volta 32 km. Ma è una decisione che va presa per proteggere la propria salute e quella delle persone che ti stanno vicine, moglie e figli per primi.

Anche oggi sono uscito, convinto di andare a fare non meno di 16 km, scegliendo un percorso che paesaggisticamente mi piace. Ma ad un certo punto ho sentito la voglia abbandonarmi ed il passo è andato rallentando da 5’30”/km a 6, poi a 6’30”/km. Basta. Torno indietro camminando.

È bene iniziare da subito a pensare al prossimo obiettivo, alla maratona di New York del 1 novembre, la maratona per la quale ho iniziato a scrivere questo blog.

Come sa chi mi ha seguito in questi due mesi, la mia partecipazione è legata alla raccolta fondi per Shoe4Africa, il cui obiettivo è finire la costruzione dell’ospedale pediatrico in Kenia. Per questo legame con il Kenia, due ambasciatori di Shoe5Africa sono Mary Keitany e Eliud Kipchoge.

Se vorrete dare il vostro contributo non dovete far altro che premere sul pulsante “Dona ora” in alto a destra in questa pagina. Qualunque importo è ben accetto e contribuirà in modo concreto a raggiungere l’obiettivo. Il 100% di quanto raccolto da Shoe4Africa verrà usato per la causa, niente verrà sprecato o usato per altro che non sia questo.