Francesco Costa è il vice-direttore de Il Post e tanto altro. Da anni seguo il suo blog, la sua newsletter Da Costa a Costa dedicata all’America ed alla politica americana, le sue storie su Storytel o Podcast. Francesco ha anche provato e sta riuscendo in un rapporto con i suoi lettori, piuttosto innovativo. Lui mette a disposizione il suo lavoro, le cose di cui ho scritto due righe più in su, in forma assolutamente gratuita, ma chiede, a chi vuole, di contribuire con piccole donazioni, anche mensili. In questo modo è riuscito ad avere decine di migliaia di euro che utilizza per andare negli Stati Uniti per fare i suoi reportage e riempire di contenuti ottenuti sul campo i suoi pezzi.

Questa è L’America è il suo libro uscito circa un mese fa. Ci fa vedere cosa è l’America oggi, al di là dei lustrini che si vedono in televisione. Parla in modo semplice ma completo della realtà dell’America di oggi, prendendo a riferimento storie comuni e nascoste. Da questo punto di vista, per me, assomiglia molto al modo di scrivere che aveva Vittorio Zucconi, magari non con la stessa ironia, ma assolutamente con la stessa efficacia.

La nostra conoscenza degli Stati Uniti è piena di luoghi comuni e spesso abbiamo la tentazione di guardarla con gli occhi di noi italiani, di noi europei. È quanto di più sbagliato si possa fare. Occorre entrare dentro la mentalità della storia americana per capire le cose. Capire, per esempio, il perché della libera circolazione delle armi e del poter che ha la lobby rappresentata dalla National Rifle Association, nata come associazione di cacciatori e diventata nel tempo una potenza alla quale tutti i politici repubblicani devono qualcosa.

Il libro si legge proprio bene, in modo scorrevole. Le storie vanno subito al punto, non sono prolisse, non si perdono nei particolari insignificanti.

Io, francamente, lo consiglio a tutti, anche in vista delle elezioni americane del 3 novembre, quando potremmo stare davanti ai risultati chiedendoci come è stato possibile che abbia vinto lui.