Su tutti i principali giornali e sui siti di podismo tra ieri e oggi sono uscite una serie di notizie sulla possibilità di tornare a correre con la sola limitazione dello stare distante dagli altri dal prossimo 4 maggio.

Qui, per esempio c’è l’articolo del Corriere della Sera, qui la Gazzetta dello Sport, qui l’Agenzia ANSA.

Già nei giorni scorsi alcuni segnali di questa cosa erano arrivati, con la sparizione, per esempio, del limite dei 200 metri da casa in Veneto o la possibilità di tornare ad allenarsi in Sicilia.

Certo che passare dagli untori del mondo a tornare liberi di fare una del le cose che ci piace di più un po’ mi sorprende. Mi sorprende cioè come dall’oggi al domani si possa passare dal niente al tutto.

In realtà non è proprio dall’oggi al domani, perché oggi è il 18 aprile e la paventata libertà arriverà il 4 maggio. Credo, ma solo perché sono prevenuto, che come è successo per tanti dei provvedimenti che si sono succeduti in queste settimane, la paventata possibilità che la limitazione al correre verrà eliminata sia il tentativo di capire cosa ne pensa il popolo: guardiamo come reagiscono gli sceriffi da balcone, guardiamo se ci sarà una levata di scudi contro questa possibilità, o se invece, in fondo, la gente ha capito che il podista non rappresenta questo grosso problema.

D’altra parte se ristoratori e baristi già stanno scaldando pentole e tazzine per la possibile riapertura il 4 maggio, davvero non si capirebbe come sarebbe possibile negare ai patiti del running di andare a fare le loro corse sulle strade, sui sentieri di campagna o di montagna o sulle piste in tartan.

Sarà questa anche la possibilità degli organizzatori di eventi per ricominciare a pensare a stendere i nastri di partenza? Uhm, forse la mente corre troppo, ma d’altra parte la mente era la sola cosa che si sia allenata a correre in questi due mesi di lockdown.