Quest’anno sono, ancora una volta, iscritto alla maratona di Firenze del 29 novembre, ma non la farò se dovesse esserci.

Vedo amici e conoscenti che si chiedono se Padova il 20 settembre o Venezia il 25 ottobre si correranno. Le iscrizioni continuano ad essere aperte e molti di noi non vedono l’ora di andare a correrle. Io sono molto più che dubbioso. Mi pare che l’unica decisione assennata, ad oggi, l’abbia presa Pisa, che non ha neppure aperto le iscrizioni.

Vedo anche amici e conoscenti che vanno a correre in gruppo, si fanno selfie a distanza ravvicinata sorridendo a trentadue denti e io li capisco, ma scusate, io non vengo.

Correre è un’attività fantastica, io mi diverto un mondo anche ora che i tempi delle mie maratone si sono allungati con l’avanzare dell’età. Però ancora non mi pare sia arrivato il momento di ricondividere la mia passione con gli altri. C’entra sicuramente anche un po’ di asocialità, ma non è solo questo.

Il fatto che ogni giorno in Italia continuino ad esserci 200 nuovi contagiati, anche se dove abito io raramente c’è n’è uno nuovo, non mi fa stare affatto tranquillo. In parte questo dipende anche da come i dati vengono diffusi. Non sappiamo praticamente niente. I nuovi contagiati dove si sono contagiati? A lavoro? Sui mezzi pubblici? Al supermercato? È gente che frequentava la spiaggia? L’idroscalo? Che ha avuto contatti con persone che venivano dall’estero? Che persone sono? Quanti anni hanno? Andavano a correre al parco o in bicicletta? Sono tutti dati che l’autorità sanitaria conosce (se non li conosce che vadano a fare un altro mestiere), ma che non vengono divulgati per il timore che quelli che non rientrano nelle casistiche sbrachino, che se viene fuori che i nuovi contagiati sono persone che usavano la mascherina nei luoghi al chiuso o affollati allora poi nessuno porterà più alcuna mascherina e quindi i nuovi casi aumentino in modo incontrollato.

Insomma non sappiamo niente! È secondo voi dovrei fidarmi ad andare in un posto con 5-10 mila persone (Venezia o Firenze), stare ammassati per una buona mezz’ora prima della partenza e stare in ansia per una settimana o due in attesa di vedere se mi ammalerò? Io non me la sento. Scelgo il principio di precauzione.