L’amante giapponese è un romanzo appassionato e multigenerazionale. La protagonista è Alma Belasco, un’ottantenne che vive il resto dei suoi giorni nel centro per anziani Lark House a San Francisco. A lei è assegnata la giovane Irina che diventa la sua assistente e collaboratrice personale. Il parallelismo tra le due donne è che sono entrambe immigrate fuggite dall’Europa orientale da bambine per sfuggire a condizioni orribili, Alma dalle devastazioni dell’Olocausto e Irina dalla Romania dove era stata presa da una rete di pedofili. Entrambe le donne sono in qualche modo ossessionate dal loro passato e ci vuole quasi tutto il romanzo per fidarsi l’una dell’altra abbastanza da confidarsi i loro segreti l’una con l’altra.

Negli anni ’40 il romanticismo interrazziale in America era un tabù. La giovane Alma era innamorata di Ichimei Fukada, il figlio del giardiniere della sua famiglia, da quando avevano entrambi otto anni. Da quel momento in poi, Alma voleva sposare Ichimei ma sapeva che condividevano un amore proibito. Alma si rende conto che lei e Ichimei dovrebbero vivere separate nelle loro varie comunità e finisce per sposare suo cugino Nathaniel, non senza scandalo. Scopriremo nel seguito del libro perché Nathaniel prende quella decisione.