Ho già quasi recensito (perché l mie non sono recensioni, ma spunti di curiosità per i libri che leggo), poche settimane fa un libro di Gianrico Carofiglio, uno di quelli in cui il protagonista è l’avvocato Guerrieri e potremmo definire dei gialli. In questo caso non è così, qui il protagonista è Enrico Vallesi, anche lui barese ma trapiantato a Firenze durante e dopo gli studi.

Ho già detto che Carofiglio mi piace. Qui mi sono piaciuti i suoi riferimenti e le sue riflessioni al mondo della filosofia, con una giovane professoressa di filosofia tra i personaggi “non protagonisti” dell’opera, ma destinati a rimanere appiccicati a dosso per ciò che fa e che dice a dei giovani studenti liceali.

Mi è piaciuta molto la parte nella quale parla delle 5 donne che hanno sfidato (cambiato?) il mondo, cominciando con Lilith, che nella religione ebraica è la prima moglie di Adamo, quindi prima di Eva, che voleva essere pari a lui (era infatti nata come lui dalla polvere e non da una sua costola) ma le fu impedito e per questo fuggì, rimanendo per questo nel racconto come un demone. Si passa per Artemisia Gentileschi, prima pittrice professionista, violentata denunciò il suo violentatore che andò a processo (nonostante si fosse offerto di sposarla, come se il matrimonio potesse riparare al delitto) e fu condannato. Ed infine Hannah Arendt, autrice de La banalità del male, che ho “incontrato” ormai più di 25 anni fa ma che non ho mai avuto il coraggio di leggere, cose che però mi sono ripromesso di fare a breve,

Ecco, anche solo il fatto di avermi fatto riflettere sulle storie di queste tre donne è sufficiente a farmi considerare in modo positivo questo libro.