Ci sono dei classici che per qualche motivo non hai letto quando eri adolescente o poco più e che ti rimangono addosso come passaggi della vita non affrontati. Quante volte ho sentito parlare di questo libro? Quante volte ne ho letto il riferimento in altri libri. Bene, non so per quale motivo, forse il fatto che lo avesse appena finito di leggere mio figlio quattordicenne, ma mi sono trovato nelle condizioni di colmare questa lacuna.

Forse molti sanno che il titolo non è altro che una temperatura, la temperatura alla quale brucia la carta. E la carta viene bruciata dai pompieri. Questo ribaltamento del concetto, il fatto che i pompieri di questo libro gli incendi non li domino ma li appicchino, immagino che nella realtà della lingua madre abbia un impatto meno forte anche se altrettanto straniante. In fondo i pompieri sono “fireman”, uomini del fuoco, quindi perché gli incendi dovrebbero solo combatterli e non crearli?

Non si deve poi scordare che questo libro è stato scritto all’alba del potere della televisione nelle case degli americani, quando sembrò che quel mezzo potesse far scomparire tutti gli altri. E forse sarà andata anche così. Fortunatamente un gruppo di indomiti lettori ha continuato a coltivare il gusto per la lettura ed i libri continuano, non sappiamo ancora per quanto, ad essere pubblicati e letti.