Quando l’ho letto ho pensato che questo libro fosse un po’ troppo pieno di stereotipi, ma poi ho scoperto che il romanzo è autobiografico e che quindi il mio giudizio era stato un po’ troppo frettoloso.

È la storia di un bambino prima, di un ragazzo poi, che cresce senza veri affetti, con un padre che è la parodia dei padri, ed una madre bellissima ma che subisce i soprusi degli uomini ai quali si accompagna.

È la vita di un ragazzo che scopre presto di essere gay, che è ossessionato dalle malattie che potrebbe aver contratto, che cerca di vincere il difetto della balbuzie che gli rovina l’esistenza. È la vita di un ragazzo che vive a Rozzano, un paese della città metropolitana di Milano, non un posto idilliaco ma che ha dato i natali anche a persone famose come Biagio Antonacci o, per me amante della pallacanestro, Riccardo Morandotti.

Qualunque cosa in più scrivessi su questo libro toglierebbe il gusto della scoperta degli eventi, ma non sono sicuro che piacerà a tutti, perché è un libro dal sapore molto forte.