Con un comunicato sul suo sito internet, la maratona di Pisa ha comunicato che l’evento del 20 dicembre 2020 non si farà.

In fondo è una notizia che sapevamo già. Infatti gli organizzatori della corsa, che normalmente apre le iscrizioni a marzo, quest’anno non le hanno mai aperte.

Sono del parere che questa sia stata una scelta corretta nei confronti di noi atleti: perché fare illudere la gente se si sa che la corsa non potrà essere fatta.

Personalmente ho ritenuto un po’ irrispettoso il comportamento di Venezia e Firenze, per esempio, che hanno aspettato tutta l’estate per decidere di non far svolgere la propria corsa. Inoltre, viste le condizioni che sono ancora sotto gli occhi di noi tutti, a me pare quantomeno fuori luogo continuare a dire che le gare si disputeranno regolarmente a Ravenna e Reggio Emilia.

In questi giorni ci sono molte regioni che stanno emanando ordinanze che obbligano le persone ad indossare la mascherina anche all’aperto, obbligo che qualcuno sta dicendo verrà esteso a tutta Italia, il protocollo FIDAL prevede partenze scaglionate di non più di 500 atleti a volta distanziati da 1 metro in ogni direzione, necessità di correre con la mascherina per i primi 500 metri e corridori che durante la gara devono rimanere a 5 metri di distanza l’uno dall’altro.

Io capisco la piacevolezza del correre, capisco l’adrenalina che dà posizionarsi sulla linea di partenza di una competitiva, ma come mi sentirei se per soddisfare il mio desiderio di svolgere un’attività ludica dovessero aumentare le persone che devono ricorrere al ricovero ospedaliero o alla terapia intensiva? Se io dovessi andarci? Perché non sopporto di non poter correre?

Non giudico nessuno, ma io non me la sento e plaudo agli organizzatori della maratona di Pisa che hanno preso questa corretta decisione.