Nell’ultimo DPCM, fortunatamente, è scritto a chiare lettere che attività motoria e sportiva sono consentite. Nelle zone rosse si può fare attività motoria in prossimità della propria abitazione, ma per l’attività sportiva, e comunque nelle altre aree, l’unico limite è il distanziamento.

C’è poi la questione “manifestazioni”. Il podismo, noi lo sappiamo bene, è uno sport molto democratico, ed è anche questo che ci piace. In quale altro sport un tapascione, come me e voi, corre lo stesso giorno, la stessa gara del campione del mondo o del campione olimpico? Questo è tanto vero che alle Olimpiadi di Parigi del 2024 è prevista la partecipazione di 40mila “quasi atleti” come noi alla maratona Olimpica insieme agli atleti che lotteranno per le medaglie. Non è straordinario?

Bene, allora quando nel DPCM del 3 novembre, ma anche in quello del 24 ottobre, c’è scritto che sono consentiti “gli eventi e le competizioni ‒ riconosciuti di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) ‒ riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva”, pensiamo a tutti gli altri sport, e ci renderemo conto che nessun amatore di nessun altro sport ha mai partecipato ad una competizione di questo tipo e si è messo da tempo l’animo in pace. Allora la maratona della città X (o vi piace di più di Vattelappesca?), che pure è una competizione inserita nel calendario ufficiale della Federazione, e che probabilmente è addirittura una maratona internazionale inserita nel calendario AIMS, come pensa di far correre anche le migliaia di amatori che non possono fare nessun’altra competizione di nessun altro sport? Avete capito che il problema è nel flügge che ci esce dalla bocca? e che questa quantità è enormemente superiore e va molto più lontano se si corre rispetto a quando si fanno le attività non motorie/sportive? Che nel protocollo FIDAL c’è scritto di non rimanere in scia ad altri atleti per una distanza pari a 5 metri? Come si pensa di controllare/far rispettare i precetti alle persone in gara? Ma poi per cosa? Per poter dire “io c’ero?”, “io non ho avuto paura?”, “tutto si può svolgere in sicurezza?” Ma dove? Facciamola finita! La situazione è tragica. Troppi ci stanno lasciando le penne. Non mettiamoci nelle condizioni di occupare un solo letto in più nei nostri ospedali solo perché abbiamo la passione per la corsa. Se anche uno solo si infetta per questo motivo, quella persona vivrà, speriamo, nel rimorso di aver tolto il posto a chi ne aveva davvero bisogno.

Lasciamo stare cosa ci piace, e facciamo cosa è bene. Lo sport non ci ha aiutato a capire che questo è ciò che è importante?